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Elche: un viaggio nel palmeto più grande d’Europa

In ogni viaggio che faccio cerco sempre di andare alla scoperta di una località fuori dagli itinerari più mainstream. L’anno scorso, nel mio viaggio tra Costa Azzurra e Provenza scoprii Aix, quest’anno è stata la volta di Elche, Elx in Valenzano.

Huerto del Cura

Non lontano dalla festosa Alicante, Elche ci accoglie sorniona. Sono le 17.30 e la città è deserta, dalla stazione di Elche Parque all’hotel ci spostiamo a piedi, inizialmente siamo circondati da palme, poi si fa largo la città urbanizzata e comunissimi edifici di accompagnano fino all’hotel. Incontriamo qualche auto lungo il breve tragitto, ma nessun altro che si muove a piedi, indigeno o turista che sia. In questo clima surreale arriviamo all’hotel, il TRYP Ciudad de Elche, uno dei pochi presenti in città. La sera, l’idea della città stava già mutando: nelle serate estive, Elche cambia volto, le vie del centro, a lato est e a lato ovest del rio Vinalopó si animano: le famiglie passeggiano, i ragazzi si ritrovano nei locali e i bambini giocano, nel nostro caso con i petardi, ma sorvoliamo.

Nonostante le premesse possano sembrare disarmanti per chi ha voglia di visitare la città, vi assicuro che non è così: Elche sa stupire. Questa città della comunità Valenciana conta 230 mila abitanti ed è famosa, in Spagna per essere sede di due patrimoni UNESCO, uno materiale e uno immateriale. Il patrimonio tangibile è il Palmeral, il palmeto più grande d’Europa presente in città fin dai tempi fenici, mentre l’altro è quello dei Misteri d’Elx, una festa religiosa.

Popolare è proprio il primo aggettivo con cui voglio definire la città di Elche; muovendomi tra le palme, passeggiando tra le vie del centro e tra quelle della periferia, ho incontrato una comunità viva e vissuta dalla sua popolazione, niente quartieri turistici, niente orde di visitatori che camminano fotocamera-muniti dietro una guida, niente di tutto ciò, tanto che è stato possibile imbattermi persino in un matrimonio locale, all’interno della basilica principale.

Palme è la seconda, ed obbligata parola, con cui descriverei il mio viaggio. Palme ovunque. Il Palmeral di Elche è, del resto, la più grande distesa di palme integrata con l’ambiente urbano d’Europa, superata al mondo solo da qualche palmeto arabo. Nel 2000, il Palmeral è stato dichiarato patrimonio UNESCO.

Parque Municipal visto dal campanile della Basilica

Il Palmeral non ha un inizio e non ha una fine, è un’insieme di giardini, huertos, che circonda il centro della città, sul lato est del rio Vinalopó. La mia visita è iniziata dal Parque Municipal, situato a due passi dalla Basilica di Santa Maria e dal Museo Arqueológico y de Historia de Elche, ed importante porzione del Palmeral che si estende fino al cuore della città. La parte più imponente, più bella del Palmeral è certamente il Jardín Huerto del Cura: si tratta di un curatissimo giardino con all’interno svariate specie di palme, cactus e la Palmera Imperial, così chiamata in onore della visita dell’imperatrice Elisabetta di Austria-Ungheria nel 1894; si stima che la Palma abbia più di 200 anni.

Clicca qui per Info, costi e orari del Jardín Huerto del Cura.

Palmera Imperial

Difronte all’Huerto del Cura, all’interno del suggestivo Hort de San Placid, è presente il grazioso museo del Palmeral, che, tramite immagini e informazioni grafiche, racconta la storia del Palmeral dai tempi dei Fenici ad oggi.

La dominazione araba non è però riscontrabile solo dal maestoso palmeto,ma anche all’interno dello storico quartiere della Vila Murada. La Torre della Calahorra, antica fortezza islamica, ne è l’esempio principale.

Non lontano dalla fortezza, è situata la maestosa Basilica di Santa Maria, sorta su un antica moschea, che è l’emblema e il fulcro di una delle feste popolari più importanti dell’intera Spagna, oltre che patrimonio UNESCO: i Misteri d’Elx. Elementi barocchi e neoclassici si mescolano nell’architettura della basilica, donandole un alone di mistero che aumenta se si decide di salire sulla torre del campanile. I Misteri d’Elx è una festa che viene celebrata il 14 e il 15 Agosto di ogni anno e si tratta di un dramma lirico medievale che rientra nell’ambito delle rappresentazioni dell’Assunzione celebrate nell’Europa mediterranea. L’opera è scritta in Valenzano, con l’eccezione di alcuni versi in Latino e si basa su testi di Vangeli Apocrifi. (Sito, bigletto) Per Info e prenotazioni (se si vuole vedere la rappresentazione dei Misteri d’Elx il 14 e il 15 Agosto la prenotazione è obbligatoria, sono invece gratis le prove di 11,12 e 13 Agosto): misteridelx.com.

Interno della Basilica

Poco fuori Elche è situato anche il Yacimiento Arqueológico La Alcudia, dove è stata rinvenuta la misteriosa Dama di Elche, ora esposta a Madrid.

Elche è una città molto singolare, in cui il passato arabo e la successiva conquista Cristiana sono intrecciati da un passato comune; pur non avendo assistito ai Misteri d’Elx, ho potuto assistere alla festa dei Moros y Cristianos che riproduce in modo festoso lo scontro tra le due culture. Nel bel mezzo di una cena all’aperto, musiche popolari hanno richiamato l’attenzione dell’intera cittadina sulla sfilata in costume di mori e cristiani, la cui parata ha animato le vie di Elche in un tipico sabato sera.

Infine, per viverne completamente l’atmosfera, sappiate che Elche, oltre ai patti tipici della Comunità Valenciana, ha le sue specialità gastronomiche: trovate una pasteleria ed assaggiate la tarta de Elche, imperdibile se siete amanti dei sapori dolci.

Per Info: visitelche.com.

 

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