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FairBnb: l’affitto breve diventa etico

Questo articolo nasce da una mia particolare sensibilità relativamente alle nuove forme di affitto a breve termine. Non si tratta di essere contrari a priori verso chi mette in affitto un appartamento o una stanza su noti portali web, ma di sensibilizzare circa ciò di cui gli abitanti dei quartieri più turistici stanno iniziando a rendersi conto, ovvero che questa nuova forma di affitto turistico low-cost non porta nessun beneficio alla comunità, ma molti effetti negativi:

  • Aumenta il turismo senza controllo.
  • Aumenta l’evasione fiscale.
  • Contribuisce all’aumento dei prezzi di affitto e compravendita delle abitazioni (creando un grosso danno specie per gli studenti fuorisede, in cerca di un alloggio ad un prezzo economico).
  • Favorisce il proliferare di attività a vocazione turistica (spesso di basso livello) a scapito di attività tradizionali.

In sintesi, la qualità della vita dei cittadini residenti rimasti diminuisce. Ora, non voglio ammorbarvi con i problemi del turismo moderno, ma questa premessa era doverosa.

Cos’è FairBnb?

 

FairBnb nasce così, come alternativa etica alle attuali forme di affitto a breve termine. Questa nuova Startup sta lavorando al progetto di creare una piattaforma di prenotazione per affitti brevi rivoluzionaria rispetto alle altre esistenti.

La piattaforma dovrà offrire agli utenti tre distinti vantaggi:

  • Trasparenza
  • Compartecipazione
  • Valore aggiunto per tutto il vicinato

In altre parole, è stata pensata per essere partecipata da una cooperativa di utenti, locatori, ospiti e vicini di casa e imprese locali e non più da anonimi investitori interessati solo al profitto. I membri della comunità dovranno decidere insieme come reinvestire il guadagno, votando progetti di interesse locale, per migliorare la qualità della vita del quartiere. Dovranno inoltre mitigare l’impatto negativo del turismo, proteggendo le residenzialità rimaste, dialogare con l’amministrazione e incentivare il turismo sostenibile, evitando che il quartiere diventi una sorta di hotel diffuso.

Questa nuova piattaforma sta già riscontrando successo nel vecchio continente. Da primavera saranno cinque le città in cui sarà possibile cercare una casa su FairBnb, si tratterà di: Amsterdam, Venezia, Bologna, Barcellona e Valencia.

Se siete interessati al progetto, o anche solo incuriositi ad esso, il sito è: fairbnb.coop

Quando FairBnb sarà attivata, non mi farò certo scappare l’occasione di provare questa nuova piattaforma sostenibile, e invito a farlo tutti coloro che hanno un occhio di riguardo verso il turismo sostenibile e la qualità urbana.

 

 

 

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