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I Nomi curiosi delle stazioni della Metropolitana Milanese

Quando prendiamo la Metropolitana di Milano (ma anche di altre città) ce lo chiediamo; da dove vengono, da cosa derivano i nomi delle stazioni?

La maggior parte dei nomi ha un’origine abbastanza semplice: alcune stazioni prendono il nome dal quartiere in cui sono situate (Lambrate, Comasina, Crescenzago..); altre dal nome della via o della piazza in cui sono presenti le uscite  (Piola, Crocetta, Bande Nere, Cenisio..). Nell’hinterland, invece, alcune prendono il  nome dal comune in cui sono situate (Gorgonzola, Pero, Gessate, Cologno Sud…); mentre altre da cascine o ville storiche (Villa Pompea, Cascina Antonietta..).

Tutti questi nomi rientrano, però, nella normalità. Andiamo a scoprire insieme quali le sono le stazioni della metropolitana milanese con i nomi più curiosi!

M1

Iniziamo dalla prima linea della Metropolitana di Milano (la rossa). Inaugurata nel 1964, la M1 è da più di cinquant’anni una linea di forza del trasporto pubblico milanese. Il primo tratto ad entrare in funzione il 1° Novembre 1964 è stato quello che va da Lotto a Sesto Marelli, ed è proprio quest’ultima stazione che presenta un’interessante curiosità.

Sesto Marelli

Capolinea storico della M1, la stazione di Sesto Marelli è anche la prima al di fuori dei confini comunali. Situata al confine tra il comune di Sesto San Giovanni e quello di Milano, è stata pensata per servire il primo, pur essendo integrata nell’area urbana. Da dove viene l’appellativo Marelli? Marelli deriva dal primo stabilimento della Ercole Marelli, poi diventata Magneti Marelli, situata proprio nelle vicinanze della fermata metropolitana. Primo caso di stazione brandizzata? Direi proprio di no, la via in cui era presente il quartier generale ha preso il nome del fondatore: ovvero Ercole Marelli che nel 1963 dava lavoro a più di 7.000 persone. Più che parlare di stazione brandizzata, possiamo riflettere su come una piccola azienda sia riuscita ad imprimere il suo nome nella storia di una città tanto che, ora, se diciamo Marelli non pensiamo più ad un azienda metalmeccanica, ma a un quartiere della città di Sesto San Giovanni.

QT8

Come in altri casi, il nome della stazione è lo stesso di quello del quartiere, ma, in questo caso è il nome del quartiere stesso ad essere particolarmente curioso. Inaugurata nel 1975, la stazione di QT8 prende il nome dalla sigla del quartiere in cui è situata. L’acronimo QT8 sta per Quartiere Triennale 8, concepito e progettato da Pietro Bottoni durante l’ottava edizione della Triennale di Milano, svoltasi nel 1947.

M2

Pur essendo la linea più lunga della metropolitana milanese, la verde non ha stazioni con  nomi particolarmente strani, ad eccezione delle già citate stazioni che prendono il nome da  Ville e Cascine storiche situate nell’hinterland: Cascina Burrona, Villa Fiorita, Villa Pompea e Cascina Antonietta.

Abbiategrasso

Una storia interessante è quella legata all’etimologia della nome della stazione di Abbiategrasso,  o meglio di Piazza Abbiategrasso – Chiesa Rossa. Inaugurata nel 2005, la stazione è situata in piazza Abbiategrasso, dunque, fin qui, nulla di strano. Negli ultimi anni è stato posto l’accento sul sostantivo ‘Piazza’, e non solo su Abbiategrasso (come in tutte le altre stazioni) per non confonderla con la stazione ferroviaria di Abbiategrasso, situata a 30 Km di distanza. Non di rado, capita di vedere persone scese alla stazione di Piazza Abbiategrasso convinti di trovarsi proprio nel comune omonimo.

M3

Inaugurata nel 1990, La gialla è la terza linea della metropolitana milanese e connette il nord con il sud della città, passando per la Stazione Centrale e Piazza del Duomo. La linea offre due delle più curiose e interessanti storie sui nomi delle stazioni di tutta la rete meneghina.

Lodi T.I.B.B.

Inaugurata nel 1991, la stazione di Lodi TIBB è una di quelle con il nome più strambo in assoluto. Lodi è semplice, viene dalla piazza in cui è situata la stazione, ma T.I.B.B.? T.I.B.B. è l’acronimo di Tecnomasio Italiano Brown Boveri, un’azienda operante nella costruzione di treni e tram che in passato aveva la sua sede proprio nei pressi di piazzale Lodi. La situazione non è tanto differente da quella di Sesto Marelli, con la differenza che l’acronimo TIBB non è entrato nel cuore dei milanesi, come Marelli ha fatto per milanesi e sestesi.

Porto di Mare

Pur essendo una delle stazioni meno frequentate di tutta la metropolitana milanese, è una delle più chiacchierate proprio per via del suo nome. cosa ci fa un Porto di Mare a Milano? Inaugurata nel 1991, inizialmente la stazione doveva chiamarsi Fabio Massimo, in relazione all’omonima via in cui vi sono situate le uscite. Venne deciso di chiamarla  Porto di Mare in onore al progetto degli anni ’10 – ’20 del 1900, in cui si prevedeva la realizzazione di un porto fluviale a Milano, che sarebbe stato collegato con il fiume Po tramite un canale e, da lì, direttamente con il Mar Adriatico, da qui la denominazione Porto di Mare.

Queste curiosità non sono altro che esempi di come l’odonomastica (onomastica urbana) possa cambiare la percezione, la caratterizzazione e soprattutto il ricordo di un quartiere, semplicemente con la decisione di che nome dare alle stazioni della metropolitana, arrivando a mettere in luce storie, curiosità e peculiarità passate, di un quartiere che agli occhi dei più può sembrare un banale quartiere suburbano. In quanti si sarebbero ricordati della Marelli a Sesto? In quanti, con il passare delle generazioni, potevano ricordarsi del progetto del Porto di Mare a Milano? Troppo pochi: l’odonomastica in questi casi non ha solo dato il nome a un quartiere, ma l’ha cercato in un passato che oggi sarebbe esistito solo grazie alla memoria storica.

 

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