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Il Capodanno cinese a Milano

Storia del Capodanno cinese

 

Differentemente dal Capodanno Cristiano che viene celebrato nel medesimo giorno ogni anno, la festività cinese segue concezioni astrali differenti. Il tradizionale calendario agricolo cinese infatti è lunisolare. Questo significa che i mesi iniziano con la luna nuova quindi, pur rimanendo sempre 12, hanno inizi differenti a seconda delle condizioni lunari. La festa di primavera, nome comunemente utilizzato per indicare la festa del Capodanno cinese, coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, in casi rarissimi la terza, e quindi può rientrare fra il 21 gennaio e il 19 di febbraio. Inoltre, bisogna sottolineare come i cinesi fino al 1912, data dell’abolizione del sistema lunare con la nascita della Repubblica di Cina, abbiano contato gli anni in modo differente non avendo come riferimento il calendario gregoriano: quest’anno la popolazione cinese festeggia il 4717 poiché gli anni si contano dal 2637 a.c. Molto interessante è anche la nascita del calendario cinese. Secondo le fiabe cinesi l’origine del calendario si riferisce ad una gara fra animali per diventare le guardie celestiali dell’Imperatore di Giada che, morente, cercava accompagnatori per l’aldilà. Con astuzia vinse il topo grazie all’aiuto involontario del bue mentre ultimo arrivò proprio il maiale pigro ma allo stesso tempo il più generoso. Molteplici sono le tradizioni che accompagnano l’avvento del nuovo anno per la comunità: non vengono tagliati i capelli nei primi giorni della festa di primavera poiché se no si soffrirebbe tutto l’anno. È usanza scambiarsi buste rosse che contengono denaro; la quantità di denaro deve essere rigorosamente pari perché normalmente una somma dispari si accompagna ai funerali. Il numero delle monete infine non deve mai essere un multiplo di quattro considerato malaugurante, eccetto il numero otto che invece è di buon auspicio. La tradizione dei soldi segue l’idea che questi siano uno strumento per scacciare gli spiriti cattivi dalle proprie abitazione e famiglie.

Dragone Cinese

 La Cina a Milano

 

Via Paolo Sarpi, una tipica via di circa 1 km nel centro di Milano rinomata per le tipiche case a schiera che ne caratterizzano l’intera zona, è diventata dagli anni 50’ del XX secolo luogo di destinazione di approdo di una delle più importanti comunità di immigrati cinesi in Italia dove, annualmente, viene tenuta la ormai tradizionale sfilata del Capodanno cinese, ricorrenza principale per il popolo cinese ma che si estende al di là del paese orientale. Il 10 febbraio la comunità ha sfilato lungo via Sarpi per celebrare il passaggio all’anno del maiale, come già ricordato l’ultimo segno zodiacale del calendario, sinonimo di abbondanza, ricchezza e solidarietà per la cultura popolare cinese. Milano ha risposto a questo ormai tradizionale evento cittadino affollando le strade di Chinatown. Le vie colorate di rosso e le lanterne Kongming, che hanno addobbato le strade trasformando il quartiere milanese in una riproduzione delle tipiche strade cinesi, hanno accompagnato la sfilata inaugurata dal sindaco di Milano Beppe Sala che ha sottolineato i rapporti di amicizia fra questi due popoli. Sebbene la giornata fosse fredda e piovosa il pubblico è rimasto entusiasta dal passaggio di dragoni variopinti, rappresentanti il concetto dello yang e l’elemento dell’acqua, e dalle persone della comunità che hanno sfoggiato i tipici vestiti da cerimonia per accompagnare l’evento trasportando la gente per un paio d’ore a oriente.

Consigli

 

Arrivare con anticipo e posizionarsi all’inizio della parata, in piazza Gramsci, in modo da avere una visione più completa dell’evento e in modo da non perdersi nessun momento della sfilata. Inoltre raggiungere via Paolo Sarpi è molto semplice, ATM fornisce il servizio di diverse linee sia di superficie come la 57,94, 43 e la 57 sia metropolitane grazie alla M5 (fermata Garibaldi) o M2 (fermata Moscova) che distano pochi minuti a piedi da Chinatown.

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