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La Barcellona di Gaudì

Arrivando per la prima volta a Barcellona non sapevo cosa aspettarmi, avevo letto tanto sulla città, ma non ero riuscito a plasmarmi nella mente un’idea. Quello che sapevo fare bene era ammirarla dall’alto: per anni, Google Earth mi ha lasciato estasiato con la perfezione degli isolati ottagonali che l’urbanista Ildefonso Cerdà progettò per l’espansione urbana della città di metà ‘800, ma in tutti quegli anni non mi sono fatto un idea di come potesse apparirmi la città incontrandola di persona.

Quello che conoscevo della città di Barcellona erano due nomi e due cognomi. Il primo è Ildefonso Cerdà, uno di quelli che, assieme al parigino Barone Haussmann, è riuscito a cambiare per sempre il volto, la fisionomia e l’urbanistica di una metropoli europea. L’altro è quello del genio architetto Antoni Gaudì, massimo esponente del Modernismo Catalano. Sapevo questo e poco altro, non avevo mai letto un libro di Carlos Ruiz Zafón (ora ho rimediato) e no, non ho mai avuto simpatie particolari per il Barcelona F.C. di Leo Messi.

Trama urbanistica dell’Eixample. Sono ben visibili gli isolati ottagonali progettati da Cerdà, e in basso a sinistra è possibile scorgere la basilica della Sagrada Familia. Fonte: es.wikipedia.org

Fuori da Ciutat Vella, la trama a scacchiera disegnata da Cerdà diviene ben presto monotona; l’attuale quartiere dell’Eixample risulta ancora urbanisticamente omogeneo e fedele al progetto originale. Architettonicamente, invece, le cose sono andate un po’ diversamente, e i progetti di isolati verdi o isolati aperti teorizzati da Cerdà hanno perso la lotta contro la speculazione edilizia ottocentesca. Oggi, tra edifici post-ottocenteschi e scempi degli anni ’60-’70, la (già abbastanza noiosa) trama architettonica dell’Eixample è interrotta da opere ed edifici risalenti agli anni del modernismo catalano, tra cui spiccano quelli dell’architetto Antoni Gaudì.

Barcellona

Partiamo dal principio: la capitale catalana non è bella, anzi, in certi tratti è anche abbastanza bruttina e La Rambla mi è parsa una delle strade più sopravvalutate del mondo, caotica e rovinata dai tanti, troppi turisti che la percorrono in lungo e in largo, senza avere una benché minima idea di quale sia la loro meta effettiva. Tutto questo sarebbe reale se Antoni Gaudì non fosse mai nato, nonostante i suoi lavori in e per la città non superino la ventina, il segno che ha lasciato è immenso ed è bastato uno sguardo distratto in direzione di una delle sue opere per innamorarmi in un attimo di uno stile unico che oggi rappresenta l’essenza della città di Barcellona.

Barcellona e la Sagrada Familia

Quindi: qualsiasi sia il vostro programma in città, qualsiasi sia il numero di notti di pernottamento, l’imperativo è semplice: almeno una giornata intera del vostro viaggio in territorio catalano dovrà essere dedicata all’architetto.

Sulle tracce dell’architetto

Tutto quello che c’è da sapere su Antoni, lo si scopre bene visitando, ed imparando, una delle sue innumerevoli opere. Prima di partire, qualche pillola in stile enciclopedia del web: Antoni Gaudì (Reus, 25 giugno 1852 – Barcellona, 10 giugno 1926) è il più famoso architetto catalano di sempre e icona della città di Barcellona, e non è assolutamente difficile scoprirne i motivi. Considerato dagli storici dell’arte il principale esponente del Modernismo Catalano, ne condivide tematiche ed ideologie, ma superandole, perché Gaudì era molto più di un semplice movimento culturale-architettonico e le sue opere non possono essere relegate come rappresentazione di una corrente artistica. Tutti i capolavori del genio fondano le loro radici nella natura e nelle sue forme come creazione del divino, a cui Antoni è molto devoto, tanto da essere soprannominato: l’“architetto di Dio”.

Volendo predicare bene, ma avendo razzolato male, posso consigliarvi un itinerario che parte dalla Ciutat Vella e finisce in quelle che una volta erano le periferie suburbane di Barcellona, oggi inglobate nel tessuto urbano. Seguire, le opere di Gaudì in ordine cronologico è un’altra idea, ma richiede il doppio del tempo in termini di spostamenti.

Da dove iniziare? Dal cuore della città, Placa Real! È per questa piazza quadrata che, come prima commissione urbana, nel 1878, Antoni realizzò gli iconici lampioni che ancora oggi sono parte fondamentale dell’arredo urbano. Dieci anni dopo, all’architetto fu commissionata la progettazione dei lampioni di Pla de Palau, ubicati dinnanzi alla delegazione di governo.

Basta spostarsi di poco, in Carrer Nou de la Rambla, per ammirare Palau Güell. Costruito tra il 1886 e il 1890 e divenuto patrimonio UNESCO nel 1984 il palazzo fu una delle prime opere di un giovane Antoni Gaudì. Il palazzo le venne commissionato dall’industriale e politico Eusebi Güell, che chiese all’architetto di progettarlo per ampliare la casa di famiglia. Il risultato fu eccezionale: un edificio innovativo per spazi, forme e materiali (pietra, vetro, legno, ferro battuto), che divenne uno dei primi esempi di Art Nouveau e di modernismo applicato all’architettura domestica nel panorama mondiale.

Appena usciti da Ciutat Vella, in Carrer de Casp è possibile ammirare Casa Calvet. L’edificio, costruito nel 1899, si trova all’inizio dell’Eixample, circondato da eleganti palazzi ottocenteschi, e, proprio per questo motivo, l’architetto catalano ha dovuto mantenere un ordine e una simmetria non usuali: ecco perché l’opera è considerata la più conservatrice di Antoni Gaudì.

Lungo il Paseo de Gracia

É sul Paseo de Gracia che si possono incontrare due degli edifici più iconici e sensazionali  dell’architetto catalano: Casa Batlló e Casa Milà.

Casa Batlló, ubicata al numero 43, venne costruita in questo prestigioso viale nel 1877. Nel 1903 la casa venne acquistata da Josep Batlló y Casanovas che, in ottica di ristrutturarla, diede totale libertà creativa ad Antoni Gaudì. Il risultato fu scontato: tra il 1904 e il 1906 l’architetto catalano cambiò totalmente la facciata per poi modificare l’interni rendendoli un’opera d’arte.

Casa Batlló

Fermatevi, magari dall’altra parte del viale, e ammiratene le forme sinuose, dinamiche e morbide, come se fosse creta modellata dalle mani di un esperto, ed apprezzatene il mosaico di colori sgargianti che copre la facciata e che cattura al primo sguardo. Questa è Casa Batlló, guardandola bene, magari di notte, potrete intuire facilmente perché è chiamata anche casa del drago.

Nello stesso isolato di Casa Batlló, importanti architetti riformarono altre case per contendersi i premi urbanistici del comune di Barcellona, tanto da far sì che, attualmente, l’isolato sia conosciuto come “isolato della discordia”.

Info e Biglietti: casabatllo.es.

Proseguendo lungo il Paseo de Gracia, al numero 92, sul lato destro, spicca l’originalità di Casa Milà.

Casa Milà

Costruita tra il 1906 e il 1912, su incarico di Roser Segimon e Pere Milà, Casa Milà venne ben presto soprannominata La Pedrera, un termine dispregiativo che in Catalano significa cava, per via del suo aspetto roccioso. Con la sua costruzione vennero rotte tutte le regole architettoniche del tempo, e, per la prima volta, la facciata della casa non divenne il muro portante, ma ebbe solo un ruolo ornamentale e Gaudì poté plasmarla a sua completa discrezione.

Vi basterà entrare per capire perché risulta una delle opere più visitate dell’architetto. Al vostro ingresso, dopo aver ritirato gratuitamente le audio-guide, le migliori mai provate, dotate di GPS, verrete catapultati sul fiabesco tetto della casa. Non vi dico altro, ma fidatevi, sarà molto emozionante.

Circondati dai Guardiani, la visita al tetto della Pedrera è una delle esperienze più suggestive della città.

Tra le tante altre cose, dal tetto di Casa Milà sarà possibile ammirare l’opera maestra di Gaudì nella sua interezza: la Sagrada Familia.

Info e biglietti: lapedrera.com.

Basilica della Sagrada Familia

Dopo averla ammirata dai tetti di Casa Milà, si può proseguire verso l’opera simbolo del genio catalano: il Templo Expiatorio de la Sagrada Familia.

No, non mi era mai capitato di rimanere letteralmente a bocca aperta davanti ad un edifico di culto, passo tutti i giorni davanti al Duomo di Milano, ho visto molte delle maggiori cattedrali italiane ed europee, ma nulla di quello che ho visto è paragonabile alla bellezza e alla maestosità delle forme della Sagrada Familia.

Soffitto della Basilica

Impossibile raccontarvi qualcosa, vi riempirei di aggettivi come superba o immensa, potrei dirvi della forte carica naturalista e universalista che Gaudì volle dare alla basilica, ma non basterebbe, oppure potrei riempire l’articolo di foto ma a cosa servirebbe?

Quello che serve è (in quest’ordine):

  • Prenotare in anticipo la visita, rigorosamente con audio-guida inclusa! Attenzione, non esiste una biglietteria fisica, è necessario acquistare i biglietti online!
  • Arrivare presto per poter girare intorno ai 4 lati e ammirarla. Si parte dalla facciata della Natività, si passa dietro l’abside e si sbuca davanti alla facciata della Passione, per ultima si ammira la facciata della Gloria, ma questo vale solo per gli amanti dei cantieri, poichè è ancora in costruzione! (in futuro il percorso inizierà dalla facciata della Gloria).
  • Superare i controlli ed entrare per godersi la maestosità, ovviamente ascoltando l’audio-guida!
  • Null’altro.

Qualche Info utile però non guasta:

  • La basilica è un cantiere dal 19 Marzo del 1882, giorno in cui venne posata la prima pietra per volontà dell’Associazione Spirituale dei devoti di San Josè.
  • Occupa un intero isolato nel quartiere dell’Eixample.
  • La facciata della Natività, che volge ad est, è la sola che l’architetto ha visto completata, prima di morire investito da un tram ed essere sepolto all’interno della Cripta da lui stesso progettata come sua tomba. La facciata della Passione, ad ovest, venne ultimata nel 2009, mentre per la facciata della Gloria, la futura facciata principale, i lavori sono iniziati nel 2002.
  • La Sagrada Familia è stata consacrata il 7 novembre 2010 da papa Benedetto XVI, elevata al rango di basilica minore.
  • Sarà completata nel 2026, l’anno del centenario dalla morte dell’architetto.
  • Quando sarà ultimata, saranno 18 le torri che svetteranno e la più alta sarà quella del Gesù, di 172,5 metri.

Info e biglietti: sagradafamilia.org.

Parc Güell e Casa Vicens

Dopo la basilica, il proseguo naturale del tour è verso Casa Vicens e Parc Güell.

Costruita tra il 1883 e il 1889 da un trentunenne Antoni Gaudì, Casa Vicens è il suo primo capolavoro, che anticipa il Modernismo Catalano. Costruita come chalet estivo nel quartiere di Gracia, Gaudì usò come basi le tradizioni costruttive catalane per aggiungerci elementi artistici e decorativi originali rendendola molto simile ad una costruzione fiabesca, lasciando trasparire quello che l’architetto sarebbe diventato: un folle genio che si farà influenzare sempre di più dalle forme e dai colori degli elementi naturali. La casa è una chicca architettonica visitabile solo dal Novembre 2017, ma patrimonio UNESCO dal 2005.

Info e biglietti: casavicens.org.

Sorto su una collina da cui è possibile ammirare tutta la città, Parc Güell è uno dei parchi urbani più famosi al mondo. Ideato dal noto Eusebie Güell come progetto urbanistico, fu inaugurato come parco pubblico nel 1926. Antoni Gaudì si trasferì all’interno di una casa (attuale casa-museo Gaudì) nel 1906 e ci visse fino alla morte avvenuta nel 1926.

Parc Güell

La parte più famosa (recintata, e a pagamento) del parco è la zona monumentale, dove sono presenti la scalinata della lucertola, lo psichedelico tempio dorico e il banc de trencadis, comprende solo il 7,9% della superficie totale del parco. la zona più selvaggia, il 92,1% del parco risulta gratuita. Se invece si vuole visitare la casa museo di Gaudì,è importante sapere che pur essendo situata all’interno di esso, non è della stessa proprietà del parco, e richiede un biglietto d’ingresso separato.

Come per la Sagrada Familia, per entrare a Parc Güell è conveniente prenotare prima. (Attenzione, perchè se vi presentate al parco senza biglietto, rischiate il sold out e non vi faranno entrare!)

 Info e Biglietti: parkguelltickets.org

Le altre opere di Gaudì presenti nei sobborghi di Barcellona sono: Finca Güell, Colonia Güell, il Collegio Teresiano e la torre Bellesguard.

Qualche sito utile per visitare la città di Barcellona, e tutte le opere del genio catalano: barcelonapass.com, irbarcelona.it, barcelona.com, visitarebarcellona.com, vivagaudi.org.

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