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La mia esperienza lungo la Via Francigena – seconda parte

Ci eravamo lasciati nell’ostello di Echevennoz, al termine della prima tappa (Clicca qui se te la sei persa)

 

Seconda tappa

 

Echevennoz-Aosta (13,6 Km)

La seconda e, purtroppo, ultima tappa per me, è volta a raggiungere la città di Aosta. La sveglia è presto e la colazione abbondante, il tempo però non è bellissimo e ci mettiamo in cammino nella speranza di non essere colpiti da un acquazzone nel mentre. Partiamo dall’ostello di Echevennoz alla volta di Gignod, distante circa 6 Km. La prima parte del sentiero è su una comoda mulattiera in falsopiano con accanto un piccolo torrente in piena. Il torrente,però, non è quello di fondovalle, ma è sul versante sud, questo fa si che la Via Francigena, nel raggiungere l’abitato di Gignod, intraprenda una lunga discesa lungo il versante, non semplice. Durante la discesa, la pioggia ha iniziato a scendere e, arrivati a Gignod, abbiamo fatto sosta pranzo (alle 11.30) in un bar quando già più di 6 Km erano stati percorsi.

Particolare della mostra sui bastoni.

 

Cessata la pioggia, ci siamo rimessi in cammino, e, questa volta, la meta non è un paesino, ma la città di Aosta. Ci imbattiamo quasi subito in un’addetta del MAIN – Maison de l’Artisanat International, che ospitava una mostra itinerante sui ‘bastoni’; la signora ci accoglie contenta, (anche perché, data la pioggia, non so quanti turisti sarebbero arrivati in quella giornata), e ascolta volentieri la tesi che la mia compagna sta scrivendo proprio sulla Via Francigena. Comunque, la mostra è particolare e, ovviamente, rilascia il timbro.

Successivamente, Aosta la raggiungiamo piuttosto presto; l’arrivo nelle grandi città, si dice, è spesso traumatico, la periferia incombe e il senso di pace dei sentieri svanisce. Aosta non è una grande città e non ha periferie particolarmente degradate, tuttavia, dopo due giorni a raggiungere esclusivamente piccoli centri, l’arrivo ad Aosta non è così emozionante. La via corre accanto alla statale per un lungo pezzo, le macchine ti sfrecciano di fianco ed il rumore aumenta, tuttavia, scendendo, godiamo di un ottimo panorama sulla Roma delle Alpi. La periferia di Aosta è mista, senza un preciso piano regolatore: si passa dalle villette ai campi, dai piccoli borghi inglobati in Aosta a piccole zona industriali ‘leggere’. L’atmosfera della Via Francigena ‘montana’ è finita. Raggiungiamo l’hotel, niente a che vedere con l’ospitalità familiare delle prime due notti, ma basta e avanza per una tappa ‘urbana’ della via.

Doccia e via, siamo di nuovo in marcia verso il centro città, per un giro serale con cena, che per una volta non è nell’hotel.

 

Aosta

 

Gli altri continuano, io torno a casa. La tappa che ‘salto’ è la più lunga: 27km da Aosta a Chatillon, si svegliano presto ed io decido di accompagnarli per tutta la città e poi saluto, consapevole che mi toccherà ripartire da Aosta per proseguire, ma contento di aver fatto le prime due tappe italiane. Il pullman per Milano parte alle 14, il che vuol dire mattina libera per visitare la città.

Teatro Romano

Forse perché avevo appena superato brillantemente un esame di Topografia Antica, forse perché sono semplicemente appassionato, fatto sta che ho apprezzato parecchio come l’urbanistica di Aosta attuale ricalchi perfettamente quella romana… non è a caso è la seconda città (dopo Roma) con il maggior numero di resti ancora visibili e questo le vale il soprannome di “Roma delle Alpi“.

Non vi annoio parlando di urbanistica romana, ma sappiate che le vie principali del centro di Aosta sono ancora il Cardo e il Decumano dell’antica città romana.

Criptoportico Forense

 

La fortuna mi porta a capitare ad Augusta Pretoria nella settimana della cultura, in parole povere posso entrare nei musei gratis: imperdibile è quello del teatro romano. Ma le sorprese maggiori arrivano da sottoterra, il MAR (museo archeologico regionale), oltre a offrire testimonianze di epoca preistorica e romana di tutta la valle d’Aosta, si trova nel luogo in cui sorgeva in la Porta Principalis Sinistra, che in parte è già accessibile tramite passerelle, e, pur essendo ancora in corso gli scavi, passeggiare nelle rovine romane sotto è stato davvero suggestivo.

L’altra sorpresa arriva dal Criptoportico Forense, l’area che anticamente circondava il foro romano cittadino: le due navate della galleria sono conservate ottimamente e rappresenta uno dei pochi criptoportici visitabile al mondo.

Spero, un giorno, di riuscire a percorrere tutta la Via fino a Roma.

per Info clicca qui.

 

 

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