andreabrambo.it

Milano: la storia dei Navigli

Chi abita a Milano lo sa: i Navigli sono diventati il luogo della movida, degli aperitivi, lo scenario suggestivo dove uscire a fare serata con gli amici. Oggi i Navigli a Milano sono tre: Il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio Martesana. Ma che funzione avevano i Navigli?

Come martedì delle curiosità, questa settimana anticipato al lunedì, vorrei raccontarvi la storia, correlata da aneddoti e curiosità, che si cela dietro ai canali che fino a metà ‘800 fungevano come collegamento commerciale tra Milano, il Po ed i laghi.

Il sistema Navigli, fonte: Wikipedia.it

Già dai tempi dei romani, le acque dei fiumi Seveso, Olona e Nirone furono deviate in funzione dell’irrigazione e dei trasporti. Nel 1155 d.C., in pieno basso Medioevo, venne realizzato il Naviglio Interno, usato inizialmente come fossato per scopi difensivi. Poco dopo arrivò il Naviglio Grande che, sebbene costruito nel 1179, inizierà a bagnare la città solo nel 1209.

La svolta, però, arrivò dalla costruzione del Duomo, quando venne realizzato il collegamento tra il Naviglio Grande e la cerchia interna, così da far arrivare il marmo delle cave di Candoglia (in Val D’Ossola, vicino a lago Maggiore) in pieno centro, attraverso grandi imbarcazioni. La prima conca, quella di Viarenna, fu costruita per superare il dislivello tra Naviglio Interno e Naviglio Grande, poi perfezionata da Leonardo da Vinci.

Nel 1457, il Naviglio Martesana, voluto da Francesco Sforza, porterà in centro città le acque del fiume Adda e alimenterà quelle del Naviglio Interno, mettendo in comunicazione il lago Maggiore con il lago di Como.

Il collegamento tra Naviglio Interno e Naviglio Grande nei pressi del laghetto di Sant’Eustorgio divenne il nodo centrale del sistema, trasformandosi nella Darsena di Porta Ticinese. Nel 1819 venne concluso il Naviglio Pavese che parte dalla Darsena per collegare il Ticino a Pavia.

I “Comballi”, i barconi trainati da cavalli che solcavano i Navigli, oltre al marmo del Duomo, traportarono a Milano anche sabbia, carbone, legna, carta per i giornali… Nei canali, insieme a queste chiatte, transitavano anche i “Barchett” per il trasporto delle persone, e le barche più eleganti, per condurre i signori alle loro dimore in campagna.

I primi canali, piccoli e maleodoranti, furono coperti già sul finire dell’800, ma fu durante il fascismo che si decise la copertura totale, demolendo ponti e puntellando i canali con pilastri in ghisa. L’acqua continuò a scorrere sotterranea fino al 1960, quando i pilastri cominciarono a cedere ed il comune prese la decisione drastica di immettere tonnellate di sabbia negli alvei.

Non tutto è andato perduto! Il Ponte delle Sirenette, che era ubicato sulla Cerchia dei Navigli è stato semplicemente sfrattato. Scopri dove!

La Darsena oggi

La riapertura del Naviglio Interno, dalla Darsena al Naviglio Martesana, che attualmente termina il suo viaggio all’altezza di via Melchiorre Gioia, è uno dei temi più dibattuti all’ombra della Madonnina; di certo c’è che, per ora, un pezzo della storia di Milano si trova sepolto sotto sabbia e asfalto.

Clicca qui per la Statua della Libertà sul Duomo di Milano!

Vuoi navigare sulle acque dei Navigli? www.naviglilombardi.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *