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Milano: Leonardo da Vinci e la Chiusa dell’Incoronata

Settimana scorsa, precisamente Giovedì 2 maggio, è ricorso il 500° anniversario della morte di uno dei più grandi geni che la storia abbia mai conosciuto: Leonardo da Vinci.

Tutti conosciamo la storia di Leonardo, però non tutti ci accorgiamo di come, ai giorni nostri, la sua immagine continui ad avere un grandissimo successo nella cultura pop di tutti i giorni. L’Uomo vitruviano sulla moneta da un euro italiana, l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma, il codice da Vinci di Dan Brown, fino al parco divertimenti di Leolandia (ex-Minitalia) situato a Capriate san Gervasio (BG), sulle sponde del fiume Adda, sono solo alcune delle dediche moderne al genio toscano.

Insomma, 500 anni dopo la sua morte, Leonardo è ancora presente nella nostra quotidianità, che sia sotto forma di invenzioni o di cultura popolare non importa: oggi è più vivo che mai.

Premesse fatte, ora è il momento di fare un salto nel passato, lasciando però da parte Gioconda e Cenacolo Vinciano e andando alla ricerca del rapporto che Leonardo ha instaurato con l’elemento acqua. Leonardo passò una parte importante della propria vita a Milano, tra il 1482 e il 1500, ed è proprio nel capoluogo lombardo che si mise a inventare e progettare grandi opere di ingegneria idraulica.

Il sistema delle chiuse ieri (fonte: naviglilombardi.it)

Appena arrivato a Milano, Leonardo da Vinci iniziò a studiare il sistema Navigli, realizzando il primo disegno che attesta la volontà di connessione tra Naviglio Martesana e Cerchia dei Navigli, al tempo percorsa dalle acque del Naviglio Grande. Il progetto della Chiusa dell’Incoronata, che prende il nome dalla vicina chiesa di Santa Maria Incoronata, venne poi realizzato nel 1496 da Giuliano Guasconi e Leonardo da Vinci, che all’epoca era alla corte del Moro a lavorare come ingegnere ducale.

Il problema principale che il genio dovette affrontare fu proprio quello del dislivello che impediva la connessione diretta tra le acque del Naviglio Martesana e quelle della Cerchia dei Navigli. Anche in questo punto della città, occorreva adottare il sistema delle chiuse già presente nella città di Milano dalla prima metà del ‘400. Leonardo migliorò il meccanismo inserendo un portello inferiore, che, manovrato da terra grazie ad un perno decentrato, poteva garantire l’apertura graduale sotto la spinta dell’acqua, permettendo una migliore regolazione della pressione che questa esercita sulle porte delle chiuse, azionate di continuo per permettere il passaggio delle imbarcazioni.

Il sistema delle chiuse oggi (fonte: naviglilombardi.it)

Nel 1967, la Chiusa venne riconosciuta come opera monumentale vincolata: “perché unico resto del Naviglio Martesana nel suo tratto urbano, caratterizzato dalla sopravvivenza dell’ultimo ponte antico sul Naviglio, dell’ultima chiusa e della garitta, il punto dove i barcaioli pagavano i dazi, resti di originali attrezzature adatte alla navigazione”.

Oggi, passeggiando per Via San Marco, non lontano dalla mainstream piazza Gae Aulenti, è possibile ammirare i portoni in legno della chiusa e la conca, pur essendo priva d’acqua: chissà se in futuro la tanto auspicata riapertura dei Navigli, riuscirà a riportarla in vita.

Recentemente, però, qualcosa si è mosso: ormai divenuto uno dei principali eventi della città di Milano, il Fuorisalone non si è certo tirato indietro dall’omaggiare la memoria del genio toscano  nell’anno del 500° anniversario della sua morte. Marco Balich, già noto per l’albero della vita di EXPO, ha scelto proprio la Conca dell’Incoronata come location per la sua installazione.

L’esterno di: “AQUA – la visione di Leonardo”

AQUA-La visione di Leonardo è stata certamente una delle più importanti installazioni del Fuorisalone 2019. La conca è stata completamente coperta, creando all’interno uno spazio dove l’incontro armonioso tra acqua, luci e immagini andava a omaggiare la memoria del genio toscano. All’esterno, invece, era presente uno schermo a LED che, posto all’estremità della copertura, immaginava una Milano futuristica con il sistema Navigli al centro della nuova vita urbana (e uno Skyline invidiabile). E per entrare nella Conca? Ovviamente dai suggestivi portoni della chiusa!

 

 

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