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Notre-Dame: nulla è eterno

Oggi vorrei porvi una riflessione, come feci già in passato con: Se non lo fotografi, non l’hai visto. Quello che è accaduto alla basilica di Notre-Dame ha scosso l’opinione pubblica di tutto il mondo tra riflessioni, analisi e suggestioni. La mia riflessione è però diversa: un monumento che ci sembrava eterno ha rischiato di sparire tra le fiamme, una certezza ha rischiato di svanire per sempre, e molte persone: parigini, francesi, europei e cittadini di tutte le altre nazioni si staranno mangiando le mani: volevano entrare, ma hanno sempre rinviato la loro visita.

Fonte: Le Figaro

Sono a stato a Parigi la prima e unica volta nel 2017 durante il mio primo Interrail, uno dei più bei viaggi che io abbia mai fatto. La prima sera, dopo un estenuante viaggio in treno da Lione (il TGV ha superato l’ora di ritardo) quasi per caso, mi sono ritrovato davanti alla cattedrale di Notre-Dame. Arrivato davanti alla basilica, incurante dei tanti ratti della Senna che mi giravano intorno, mi sono sdraiato per ammirarla, osservarla, capirla e per studiarla.

Eravamo in sette a fare l’Interrail: sensibilità e interessi erano, e sono tuttora, diversi; alcuni avevano già visitato la città e altri, qualcuno è salito e sulla Torre Eiffel e qualcuno aveva paura dell’altezza mentre alcuni entravano al museo d’Orsay per ammirare Monet, Van Gogh, Gauguin, altri pedalavano lungo la Senna usufruendo del Bike Sharing parigino. Come avrete capito non eravamo uniti nelle scelte, ma se lo fossimo stati, non saremmo riusciti a sopravvivere per più di due settimane assieme, facendo tutti le stesse cose, uguali. In quei quattro giorni si era pensato anche di entrare nella basilica di Notre-Dame, ma nessuno è mai stato totalmente convinto: qualcuno l’aveva già vista, qualcuno non era interessato e io stesso avevo altre priorità. In un mio personale ritorno a Parigi, l’ingresso nella cattedrale sarebbe stato certamente sull’elenco delle cose da fare.

Oggi il viaggio è diventato veloce, abbiamo tutte le città a portata di un click, siamo convinti di avere tempo e spazio per poter fare tutto. Ieri sera invece tra fuoco e fiamme un monumento che per noi, cresciuti con il VHS del Gobbo di Notre-Dame, ci sembrava eterno lo troviamo distrutto, senza la possibilità di entrarci per chissà quanto tempo. Sfruttiamo le occasioni che troviamo e se non le troviamo possiamo crearne noi di nuove. Quante opere, monumenti o musei sono presenti nelle nostre città, ma noi continuiamo a ripeterci: “massì prima o poi ci andrò…” , “ci vado quando arrivano i miei cugini..”. Io non mi sto mangiando le mani per non essere entrato nella cattedrale, ma pensate un trentenne parigino che pur avendocela vicino casa, non ci è mai entrato; come si sentirà?

 

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