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Perdersi a Venezia

Arrivare alla Stazione di Santa Lucia, scendere dal treno, uscire dalla stazione e perdersi.

Tanto è stato scritto su Venezia, ancor più è stato scritto sulla venezia meno conosciuta.

Con questo articolo non ho nessuna pretesa, non ho la pretesa di descrivervela, non ho la pretesa di raccontarvi una Venezia underground e non ho la pretesa di regalarvi i migliori itinerari per vedere la Serenissima in sei ore. Nulla di tutto ciò. L’unica pretesa che ho, è quella di farla rispettare: Venezia va rispettata, i suoi abitanti vanno rispettati.

Scorci particolari

Perdersi a Venezia non significa finire in periferia, la Venezia lagunare non ha periferia e i quartieri malfamati sono spariti da trent’anni. Se vuoi vederla, la periferia, ti consiglio di attraversare il ben noto Ponte della Libertà, arrivare sulla terraferma e visitare Mestre e il bellissimo cantiere navale di Porto Marghera. Perdersi significa seguire il flusso della città, le sue calle, il chiasso e il silenzio, l’odore di fogna e quello di salsedine; se capiti nel periodo di carnevale, poi, sarà ancora più divertente trovarti  faccia a faccia con una maschera, tipica e non, mentre giri l’angolo tra un sotoportego e una calle, restando senza fiato per un nano secondo. Non credete a chi vi dice che Venezia è una città senza regole: la città del Leone di San Marco è probabilmente il luogo al mondo con più che regole che vengono rispettate oggi e che sono state rispettate in passato. Regole urbanistiche, regole architettoniche, consuetudini sociali. Anche quando si tratta di perdersi, ne sono necessarie alcune:

  • Nessuna mappa è valida, ma se vuoi puoi usare le tante indicazioni presenti tra calle e i campielli.
  • Non fare il turista: una fotocamera può andare bene, una videocamera per filmare 8 ore di visita che non rivedrai mai decisamente no.
  • Non scattare foto a qualsiasi cosa, studia le foto e scatta con la testa, a fine giornata avrai meno foto, ma più rappresentative
  • Spegni il cellulare e lasciati a casa tutti i problemi: chiudi gli occhi ed entra in un tempo ormai perduto.
  • Segui l’istinto e vedrai che da solo troverai più scorci, più chiese, più edifici interessanti di quanto immaginavi.
  • Non avere la pretesa di riuscire a vedere tutto, non ci riuscirai mai.
  • Rispetta la città, rispetta i suoi abitanti.

Dal Ghetto Ebraico (Spoiler: è proprio qui che è nato il termine Ghetto, in voga nelle scene underground rap di tutto il mondo) allo Squero di San Trovaso, passando per Piazza San Marco e l’Università Ca’ Foscari, Venezia è piccola, ma estremamente difficile da imparare.

Perdersi significa anche questo.

P.S. Prima di andare sulla laguna, consiglio a tutti di leggere Venezia è un pesce, di Tiziano Scarpa, edito da Feltrinelli.

P.P.S. Scopri perché FairBnb aiuterà la città di Venezia.

 

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