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Se non lo fotografi, non l’hai visto

Se non lo fotografi, non l’hai visto: quanto è vera oggi questa frase? Troppo. Visitiamo in modo disinteressato, fotografiamo un bel monumento e lo condividiamo sul social di turno. Semplice.

Che non viaggiamo per scoprire nuovi luoghi, si sa già da almeno due secoli; la novità è che ora viaggiamo senza interesse, in modo passivo, filtrando tutto con il nostro smartphone. Oggi tutti possiamo permetterci di viaggiare e, insieme ai costi, si sono abbassati i tempi; se la quantità di turisti è aumentata in modo esponenziale, la durata dei viaggi si è ridotta al minimo indispensabile: il tempo di un selfie.

Le visite alle città d’arte, un tempo preparate e studiate nei minimi dettagli, sono diventate una sorta di mordi e fuggi, mal (o per nulla) preparate: corriamo e fotografiamo, senza sapere bene cosa e, se lo sappiamo, è solamente perché ci troviamo davanti a un monumento o un dipinto di fama mondiale. Non è importante visitare, ciò che conta è fotografare e condividere, insomma far vedere che si viaggia, aumentando il consenso e i like.

É questo il motivo per cui viaggiamo, non per mero interesse, ma perché vogliamo apparire, vogliamo far credere di aver visitato il mondo, di essere grandi viaggiatori. Sui social diventiamo Traveller, Explorer, Travel influencer e accanto ci piazziamo le bandierine dei paesi che abbiamo visitato, come se il mondo fosse un album di figurine.

Quotidianità davanti alla Gioconda.  Pixel su smartphone

Il Blog è anche questo, alternando consigli utili a input curiosi, cerco di consapevolizzare a Viaggiare in modo attivo, interessato e sempre nel rispetto del luogo in cui si ci trova.

Il viaggio è passione, curiosità e consapevolezza; se preferiamo scattare una foto alla Gioconda invece di ammirarla, allora, era meglio stare a casa.

 

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